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Minori e Bullismo

BULLISMO

 COS'E'?

 

E' una manifestazione di aggressività messa in atto dai bambini e dagli adolescenti.

Un comportamento bullo è un tipo di azione che mira deliberatamente a fare del male o a denneggiare; spesso è persistente può durare per settimane, mesi persino anni ed è difficile difendersi per chi ne è vittima.

Alla base della maggior parte dei comportamenti sopraffattori c’è un abuso di potere un desiderio di intimidire e domare. Ci sono comunque degli elementi che caratterizzano tale fenomeno.

 

  1. intenzionalità: il bullo agisce deliberatamente con l’intenzione di offendere danneggiare o fare male ad un altra persona.
  2. durata nel tempo: sebbene anche un singolo comportamentopuò essere considerato una forma di bullismo solitamente si tratta di atti ripetuti nel tempo e con una certa frequenza.
  3. disuguaglianza tra bullo e vittima: il bullo è quasi sempre più forte della media dei suoi coetanei, al contrario, la vittima è più debole dei suoi pari; il bullo di solito è più grande di età rispetto alla vittima; il bullo quasi sempre è maschio mentre la vittima può essere indifferentemente maschio o femmina. "Ciò significa che esiste una disuguaglianza di forza e di potere, per cui uno dei due sempre prevarica e l'altro sempre subisce, senza riuscire a difendersi" (Il fenomeno del bullismo: conoscerlo e prevenirlo, Telefono Azzurro).
  4. mancanza di sostegno: la vittima si sente isolata ed esposta, spesso ha molta paura di riferire gli episodi di bullismo perché teme rappresaglie e vendette;
  5. danno per l'autostima della vittima: che si mantiene nel tempo e induce il soggetto ad un considerevole disinvestimento dalla scuola e ad un progressivo isolamento. Nei casi più gravi si possono avere anche conseguenze nel medio e lungo termine come l'abbandono scolastico e lo sviluppo di patologie legate alla sfera psichica.

  

Non è vero che…

 

  i comportamenti da bullo rientrano nella normale crescita di un bambino o di un adolescente. Le manifestazioni di prevaricazione e prepotenza sono sempre negative perché utilizzano una posizione di presunta forza o potere per danneggiare o comunque far del male ad un'altra persona;

  il bullo è un ragazzo insicuro, ansioso o con una bassa autostima. In realtà chi si comporta da bullo ha un'autostima al di sopra della media dei suoi coetanei e, se viene continuamente confermato nei suoi atti di forza e prepotenza, a lungo andare si convincerà che l'unico modo per avere successo nella vita e per riuscire è quello di prevaricare sugli altri e di comportarsi in modo aggressivo; 

  la vittima deve imparare a difendersi da sola. Prepotenze e vessazioni mettono chi le subisce in una condizione di inferiorità psicologica, di isolamento e di bassa autostima che non può essere fronteggiata in modo solitario. E' necessario un sostegno da parte degli altri: familiari, insegnanti e amici;

  i comportamenti da bulli riguardano solo zone periferiche delle grandi città o appartenenti a classi disagiate o meno abbienti. Il fenomeno può interessare tutte le classi socioeconomiche e può manifestarsi sia nei quartieri periferici sia nelle zone residenziali;

  il bullismo è un problema dell'ambiente scolastico. Gli atti di bullismo si verificano non solo a scuola ma anche in altri luoghi di aggregazione sociale come i centri sportivi, l'oratorio, etc.;

  stare alla larga da certa gente è l'unico modo per non avere problemi. Naturalmente non conviene cercare la compagnia di ragazzi che si comportano in modo particolarmente prepotente ma non bisogna neanche "fare lo struzzo" cioè far finta di non vedere quando un compagno viene preso da mira dai bulli di turno.

 

Non solo bulli e vittime….

Comunemente quando si pensa al bullismo ci si riferisce soltanto a due tipi di soggetti coinvolti: i bulli e le vittime. In realtà esiste una terza categoria, gli spettatori che, anche se non prendono parte attiva agli atti di prepotenza, assistono e svolgono comunque un ruolo importante nella legittimazione di tali condotte. Consideriamo le singole categorie nel dettaglio.

  I bulli mettono in atto le prevaricazioni si distinguono in dominanti e gregari. Il bullo dominante è più forte della media dei coetanei, ha un forte bisogno di potere, dominio e autoaffermazione, è impulsivo e ha difficoltà a rispettare le regole. Ha una scarsa consapevolezza delle conseguenze delle proprie azioni e non mostra mai sensi di colpa per gli esiti delle prepotenze. Di solito ha un rendimento scolastico nella media ma che con il tempo tende a peggiorare e manifesta abilità particolari nello sport e nelle attività di gioco. Frequentemente è abbastanza popolare soprattutto tra i più piccoli che lo considerato un modello di potere e di forza. I bulli gregari costituiscono un gruppetto di due o tre persone che assumono il ruolo di sobillatori o seguaci del bullo dominante. Di solito non agiscono ma eseguono gli "ordini" del "capo". Si tratta di soggetti ansiosi, insicuri, con scarso rendimento scolastico e che a volte sono in grado a mettersi nei panni della vittima.

  Le vittime rientrano in due categorie: passiva/sottomessa e provocatrice. La vittima passiva/sottomessa è un soggetto debole, tendenzialmente isolato e incapace di difendersi. Mostra spesso ansia e insicurezza e ha uno scarso senso di autoefficacia perché ha qualche difficoltà nel rendimento scolastico e di solito è poco abile nelle attività sportive e di gioco e quindi tende ad essere emarginato. Non parla con nessuno delle sofferenze e dei torti subiti e tende ad autocolpevolizzarsi. La vittima provocatrice invece contrattacca le azioni aggressive dell'altro anche se in maniera poco efficace. Quindi si tratta di un soggetto che subisce e agisce le prepotenze. Si tratta in genere di un maschio, irrequieto e ipertattivo a volte goffo e immaturo. Assume comportamenti e atteggiamenti che causano tensione nei compagni in generale e a volte anche negli adulti provocando delle reazioni negative a proprio danno.

  Gli spettatori. Si tratta di bambini e ragazzi che assistono alle prevaricazioni o ne sono a conoscenza e che con il loro comportamento possono favorire o frenare il dilagare del fenomeno. "Il bullismo è quindi un fenomeno di gruppo che coinvolge la totalità dei soggetti, che possono assumere diversi ruoli: sostenendo il bullo, difendendo la vittima o mantenendosi neutrali".

 

  

LEGGE SUL CYBERBULLISMO

 

E' stata approvata la legge sul cyberbullismo, che ha risposto in buona parte risposto ad uno dei problemi più diffusi tra i giovani ai tempi di internet. Ma cosa cambierà nella scuola con l’introduzione di queste nuove norme?
Innanzit
utto i Dirigenti Scolastici saranno tenuti ad organizzare corsi di formazione specifici, peraltro previsti all’interno del pacchetto di nuove disposizioni date dalla “Buona Scuola”, ovvero la Riforma del sistema scolastico andato in vigore a partire dall’anno scolastico 2015/2016. Ma dal punto di vista operativo cosa cambia per i docenti? Innanzitutto sarà necessario distinguere il piano degli interventi a seconda della fascia di alunni interessata, ovvero suddividere ragazzi in base all’età, soprattutto minori. Un conto infatti è agire alle elementari, un altro conto alle medie ed un altro ancora alle superiori. Dal punto di vista pratico il fenomeno del cyberbullismo è più attestato alle medie ed alle superiori, come dimostrano i sempre più numerosi episodi di ragazzine o ragazzini cyberbullizzati nel nostro Paese e non solo.
Punto nodale della questione è il rapporto di fiducia che s’instaura con l’insegnante, che è anche, non dimentichiamolo, un educatore. Spesso è capitato che un ragazzo o una ragazza abbia affidato alle pagine di un tema il suo disagio nei confronti dei coetanei colpevoli di renderlo vittima di cyberbullismo. Da qui anche i numerosi episodi di suicidio, come nel caso della ragazzina di Novara il cui padre è stato coinvolto dalla senatrice Ferrara del Pd, relatrice della legge. Altre volte le famiglie hanno denunciato le istituzioni scolastiche, ree di aver notato o addirittura di sapere che il ragazzo o la ragazza in questione “si tagliava”, procurandosi quindi dolore fisico che poi lo ha portato alla morte, ma di non aver fatto nulla per arginare i colpevoli, punendoli a dovere. Purtroppo non sempre i ragazzi hanno il coraggio di sfogarsi con un tema, né tutti gli insegnanti sono in grado di cogliere segnali di disagio da un semplice sguardo.
 

 

 

 

 ITER ADOZIONE

L’adozione ha lo scopo di assicurare ad ogni bambino una famiglia. Adottare pertanto non è un diritto degli adulti,  che si rendono disponibili ad adottare un bambino e chiedere che ne sia accertata l’idoneità.

L’istituto dell’adozione risponde al diritto di ogni bambino di avere una famiglia.

Il percorso ha delle differenze a seconda che si voglia adottare un bambino italiano o non italiano.

 

ADOZIONI NAZIONALI:

per poter adottare un bambino è necessario che il bambino venga dichiarato adottabile ovvero che ne sia accertato lo stato di bisogno. Solo allora può avere inizio la procedura adozionale che renderà i bambino adottato un figlio legittimo a tutti gli effetti.

ITER DA SEGUIRE:          

 

A) Domanda di adozione :  la domanda di adozione (correlata dai documenti che attestino i necessari requisiti) deve essere presentata presso il Tribunale dei Minorenni ed ha validità 3 anni ed è rinnovabile. La domanda potrà essere presentata presso più Tribunali dei Minorenni ma in questo caso occorrerà comunicarlo sempre al Tribunale consultato in precedenza.  

 

B) Accertamento della coppia:   il Tribunale ricevuta la domanda dispone una serie di accertamenti volti a stabilire l’effettiva idoneità della coppia all’adozione. In questa fase verrà valutata la capacità della coppia di educare il minore, di prendersene cura sia economicamente sia affettivamente, si indagherà l’ambiente familiare e le motivazioni della domanda nonché la situazione personale e sociale dei coniugi. Le indagini verranno svolte dal servizio socio assistenziale degli enti locali (servizi sociali) delegati dal Tribunale che entro 120 giorni ( prorogabili una sola volta) dovranno redigere una relazione che verrà inviata al Tribunale competente.  

 

C) Affidamento preadottivo:  terminate le indagini il Tribunale dei Minorenni valuta la relazione del servizio sociale e in base ai dati raccolti stabilisce se la coppia è idonea all’adozione. In caso positivo il tribunale sceglierà la coppia più idonea per l’affidamento preadottivo del minore adottabile e dispone l’affidamento preadottivo che dura un anno e può essere prorogato per un altro anno o revocato se vi sono gravi difficoltà di convivenza.  

 

D) Dichiarazione di adozione:  al termine del periodo di affidamento preadottivo il Tribunale dei Minorenni verifica le sussistenza delle condizioni per legge all’adozione e con il consenso del maggiore di 14 anni e udito il minore di 12 formula il decreto di adozione. 

 

 

Effetti dell’adozione:

effetto legittimante: il minore adottato diventa figlio legittimo della coppia adottante di cui assume il cognome.

Effetto risolutivo: cessano i rapporti giuridici tra bambino e famiglia di origine ad esclusione degli impedimenti matrimoniali.

 

ADOZIONE INTERNAZIONALE

Il primo passo per compiere una adozione internazionale di un minore straniero è presentare la dichiarazione di disponibilità presso  i Tribunali dei Minorenni allegando la stessa documentazione prevista per le adozioni nazionali, ed il Tribunale valuterà l’idoneità della coppia richiedente e la sussistenza di tutti i requisiti previsti dalla norma.

 

ITER DA SEGUIRE:

 

A) Domanda di adozione con dichiarazione di disponibilità ad adozione internazionale: tale domanda dovrà essere presentata presso l’ufficio adozioni del Tribunale dei Minorenni . A questo punto il giudice delegherà i servizi sociali competenti per territorio ad espletare tutte le verifiche richieste.

 

B) Verifica dei requisiti: In questa fase verrà valutata la capacità della coppia di educare il minore, di prendersene cura sia economicamente sia affettivamente, si indagherà l’ambiente familiare e le motivazioni della domanda nonché la situazione personale e sociale dei coniugi. Le indagini verranno svolte dal servizio socio assistenziale degli enti locali (servizi sociali ) delegati dal Tribunale che entro 120 giorni ( prorogabili una sola volta) dovranno redigere una relazione che verrà inviata al Tribunale competente.

 

C) Decreto di idoneità: dopo due mesi circa da quando il Tribunale ha ricevuto la relazione del servizio sociale il Giudice convoca gli aspiranti genitori e sulla base della relazione può decretarne l’idoneità  o inviare ad altri accertamenti o decretare l’assenza dei requisiti all’adozione. Se il Tribunale dei Minorenni  decreta l’idoneità della coppia invia il decreto alla Commissione per le adozioni internazionali ed all’ente autorizzato scelto dalla coppia.

 

D) Ricerca con l’ente autorizzato: entro un anno dall’emissione del decreto la coppia dovrà rivolgersi ad un Ente autorizzato da loro scelto (l’Ente scelto determina la provenienza del bambino). In questa fase l’ente stesso organizza incontri che hanno lo scopo di informare la coppia sul paese estero di competenza ed affiancarli con esperti nel loro futuro ruolo. Da questo momento in poi sarà l’Ente ad occuparsi di tutte le procedure necessarie mediando tra famiglia,  Autorità Estera e Tribunale dei Minorenni.

 

E) Incontro all’estero: una volta che le Autorità Estere hanno individuato un bambino adottabile l’ente convoca la coppia e con il suo consenso organizza un incontro tra coniugi e bambino nel paese del bambino.  Questo è il momento più delicato. L’Ente si farà carico di tutta l’organizzazione per l’incontro tra coniugi e bambino organizzando il viaggio e la procedura di adozione qualora l’incontro si concluda positivamente sia da parte della coppia e del bambino che da parte dell’Autorità Estera. In questo caso l’Ente trasmette la relazione ed i documenti alla Commissione per le Adozioni Internazionali in Italia. Se l’incontro non si risolve positivamente l’Ente informerà la Commissione sul motivo per cui abbinamento genitori/bambino non è andato a buon fine.

 

F) Rientro in Italia: l’ingresso in Italia del bambino accompagnato dai nuovi genitori viene autorizzato dalla Commissione per le Adozioni Internazionali dopo aver ricevuto dall’Ente autorizzato la documentazione sull’incontro all’estero ed il consenso dei coniugi.  

 

G) Conclusione: la procedura si conclude con l’emissione da parte del Tribunale dei Minorenni  dell’ordine di trascrizione del provvedimento di adozione nei registri dello stato civile. A questo punto il minore viene a far parte a tutti gli effetti del nuovo nucleo familiare di cui assume il cognome, i diritti ed i doveri di figlio legittimo. In più essendo straniero assume la cittadinanza italiana (anche se uno solo dei genitori è italiano).