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Separazione e Divorzio

DIRITTO DI FAMIGLIA

DIRITTO DI FAMIGLIA - Difesa Donne - Diritto in Rosa

Offriamo consulenza e assistenza legale alle donne nei momenti di crisi del matrimonio e della convivenza, nella fase stragiudiziale e/o giudiziale con particolare attenzione all'aspetto psicologico ed alla dignità delle donne.

Il matrimonio, istituto millenario su cui si sono fondate tutte le grandi civiltà e le moderne democrazie, ha anche una grande valenza giuridica che crea di conseguenza nuovi ed importanti legami giuridici.

Attraverso la consulenza si offre alle donne un sostegno legale al fine di affrontare e superare lo stato di difficoltà in cui si trovano mediante gli opportuni strumenti giuridici.

Crediamo nell'importanza del gruppo di lavoro e delle singole specializzazioni giuridiche, "insieme riusciamo a dare il meglio".

 


 

LA SEPARAZIONE

Una crisi familiare può compromettere l'essenza della famiglia e la conseguenza è la separazione, scelta difficile e dolorosa, ma allo stesso tempo necessaria per avere una diversa opportunità. L'aspetto fondamentale rimane la tutela dei figli, incolpevoli della rivoluzione della loro famiglia.

La separazione consensuale si realizza con un accordo tra le parti che per avere efficacia deve essere omologato dal Tribunale. 

Ci siamo occupate negli anni di numerosissimi casi, la maggior parte dei quali conclusi con un accordo.

 

Separazione Consensuale

La separazione è consensuale quando sono i coniugi a ad accordarsi su ogni questione relativa alla separazione (questioni patrimoniali, mantenimento coniuge debole, diritti di visita e mantenimento della prole, assegnazione della casa coniugale).
A differenza della separazione giudiziale, la separazione consensuale ha numerosi vantaggi: è infatti possibile regolamentare questioni accessorie - che il tribunale giudizialmente non potrebbe risolvere - come per esempio prevedere trasferimenti immobiliari, regolamentare l'uso della casa delle vacanze ecc. 
Inoltre depositato l'accordo presso il Tribunale le parti compariranno una sola volta ed avranno in breve tempo l'omologa della separazione.

 

Separazione Giudiziale 

 Quando non vi è accordo tra i coniugi sulle questioni relative alla sospensione del loro vincolo matrimoniale, può essere richiesta, anche da uno solo dei coniugi, la separazione giudiziale.
In tale ipotesi, è il giudice che disciplina e regolamenta ogni aspetto inerente la gestione dei rapporti patrimoniali e personali tra coniugi (anche con riferimento ai figli) e che, in presenza di determinati presupposti, pronuncia l'addebito. viene dichiarata dal Tribunale su ricorso di uno o di entrambi i coniugi, a seguito di fatti, anche indipendenti dalla loro volontà che rendano intollerabile la prosecuzione della convivenza o rechino grave pregiudizio all'educazione della prole.

 

Assegnazione della casa coniugale

È finalizzata alla tutela dei figli al fine per evitare loro il trauma di dover cambiare casa, quartiere, frequentazioni e abitudini di vita consolidate.
Pertanto il giudice, in presenza di figli minori o maggiorenni, ma economicamente non autosufficienti, assegna la casa familiare al genitore che continuerà a convivere con loro.

 

Mantenimento

dei figli

In caso di separazione, il giudice, a norma degli art. 316bis e 337 c.c. dispone che ciascun genitore sia obbligato, in misura proporzionale alle proprie capacità, al mantenimento dei figli, tenuto conto delle loro esigenze di vita e del contesto sociale e familiare cui appartengono, oltreché di altri criteri indicati dalla legge.

 

Mantenimento del coniuge 

Qualora uno dei coniugi non abbia redditi propri che gli consentano di conservare il tenore di vita goduto in costanza di matrimonio, il giudice può imporre all'altro di versare al coniuge "non colpevole" della separazione un assegno periodico, la cui entità deve essere determinata tenendo conto dei redditi del coniuge obbligato, dei bisogni dell'altro e del tenore di vita goduto in costanza di matrimonio.

 

 Pensione di reversibilità

È la quota di pensione di cui era titolare il defunto riservata al coniuge superstite legalmente separato e titolare di un assegno di mantenimento.

 

Rilascio o revoca del passaporto del coniuge 

 Nel nostro ordinamento se si è genitori di figli minori al fine di richiedere il rilascio o il rinnovo del proprio passaporto è necessario l'assenso dell'altro genitore. In difetto, è necessario rivolgersi al giudice tutelare per ottenere la sua autorizzazione sostituiva dell'assenso dell'altro genitore. Ancora il passaporto di uno dei genitori può essere revocato su richiesta dell'altro genitore quando il titolare non è in grado di provare il suo adempimento degli obblighi di mantenimento che riguardino i figli minori. 

 

Negoziazione assistita 

 

È la separazione consensuale conclusa tra le sole parti assistite dai loro difensori senza l'intervento del giudice. È possibile solo in presenza di determinati requisiti.

Modifica delle condizioni di separazione   Le condizioni della separazione sono tutti sempre modificabili su richiesta di parte qualora intervengano "nuove" circostanze di fatto e di diritto rispetto al momento in cui i provvedimenti sono stati assunti tali.

 


 

IL DIVORZIO

Il Divorzio costituisce la fine del rapporto matrimoniale anche dal punto di vista dei diritti successori. 

Anche il procedimento di divorzio può seguire due percorsi alternativi, a secondo che vi sia o meno consenso tra i coniugi.

 

Divorzio Consensuale

Quando vi sia accordo tra i coniugi su tutte le condizioni relative allo scioglimento/cessazione degli effetti civili del loro matrimonio.

 

Divorzio Giudiziale 

Quando non è stato possibile raggiungere alcun accordo sulle condizioni relative allo scioglimento/cessazione degli effetti civili del loro matrimonio.

 

Modifica delle condizioni di divorzio

 Ogni disposizione della sentenza di divorzio concernente l'affidamento dei figli e le questioni economiche può essere modificata o revocata dal Tribunale su istanza di uno dei coniugi divorziati qualora intervengano "nuove" circostanze di fatto e di diritto - rispetto al momento in cui i provvedimenti sono stati assunti. 

 

Mantenimento

dei figli

Il giudice dispone che ciascun genitore sia obbligato, in misura proporzionale alle proprie capacità - redditi e/o patrimonio - al mantenimento dei figli anche una volta ottenuto il divorzio, tenuto conto delle esigenze di vita della prole e del contesto sociale e familiare cui appartengono.

 

Mantenimento dell' ex coniuge 

L'assegno divorzile è una contribuzione economica con funzione sostanzialmente assistenziale che, ove ritenuta opportuna dal Giudice, deve essere versata periodicamente all'ex coniuge.

 

 Accordi una tantum 

In sede di divorzio la legge dà la possibilità alle parti di scegliere le modalità con cui assolvere l'obbligo patrimoniale che un ex coniuge ha nei confronti dell'altro: con l'assegno divorzile, o, in alternativa, con un'attribuzione in un'unica soluzione che può risolversi o con la corresponsione di una somma di denaro - da non dichiararsi ai fini dell'irpef - o mediante il trasferimento di un bene immobile o di altro diritto reale. Nel caso di liquidazione "una tantum" è però necessario l'accordo delle parti e l'accertamento del tribunale sulla congruità della somma offerta. 

 

Mantenimento del cognome del marito

Con la pronuncia di divorzio la “ex” moglie perde il diritto di utilizzare il cognome maritale. È possibile però chiedere al giudice incaricato di pronunciarsi sullo scioglimento o sulla cessazione degli effetti civili del matrimonio - in casi specifici - l'autorizzazione a continuare ad utilizzare il cognome dell'ex marito.

 

 Pensione di reversibilità

 

È la quota di pensione di cui era titolare il defunto riservata all'ex coniuge superstite legalmente divorziato e titolare di un assegno di mantenimento.

 

Diritto al TFR È il diritto del coniuge titolare di un assegno divorzile non passato a nuove nozze, a ottenere una percentuale, dell'indennità di fine rapporto maturata dall'ex coniuge.

 

FIGLI: AFFIDO CONDIVISO

FIGLI: AFFIDO CONDIVISO - Difesa Donne - Diritto in Rosa

I diritti dei bambini a essere accuditi, rispettati e amati anche quando la famiglia si divide devono essere il fulcro su cui far ruotare gli accordi di separazione.

Anche nel difficile momento in cui la coppia si divide, mamma e papà non dovrebbero mai dimenticare i propri doveri verso i figli che hanno in comune.

 

FIGLI

 

Affidamento e Collocamento figli minori

Quando i genitori si separano, coniugati o conviventi, i figli potranno essere affidati congiuntamente a entrambi o, in caso di grave pregiudizio del minore, a uno di essi e verranno collocati presso il genitore più in grado di soddisfare le loro esigenze

 

Protezione e tutela del minori

 Nelle situazioni di particolare gravità e conflittualità tra i genitori, è opportuno agire rapidamente e in stretta collaborazione con l'Autorità giudiziaria al fine di garantire il primario interesse del minore

 

Eredità a favore dei minori

Se il minore è il beneficiario di un'eredità, saranno i genitori a dover accettare l'eredità, con beneficio d'inventario, in nome e per conto del minore, previa autorizzazione del Giudice Tutelare

 

Pensione di reversibilità

 È la quota di pensione di cui era titolare il defunto riservata ai figli minori, universitari, inabili superstiti

 

Donazione a minori

È possibile, purché sia valutata corrispondente all'interesse del minore e autorizzata dal giudice tutelare

 

Regolamentazione diritto di espatrio del minore

Tutti i minori devono avere un proprio documento individuale e non possono più essere iscritti su quelli del padre e della madre. Il genitore (coniugato/convivente o separato/divorziato) che richiede il passaporto per il figlio minore deve pertanto avere l'assenso dell'altro genitore; in mancanza, dovrà rivolgersi al Giudice Tutelare per ottenere il nulla osta

 

Tutela e frequentazione minore con nonni e zii

Il decreto legislativo 154/2013, in attuazione della legge 219/2012, tutela il diritto al rispetto e alla protezione delle relazioni familiari, ha riconosciuto infatti il diritto degli ascendenti di mantenere rapporti significativi con i nipoti minorenni. Qualora questo diritto fosse ostacolato, gli ascendenti sono legittimati a rivolgersi al Tribunale

 

Limitazione e/o decadenza della responsabilità genitoriale

 

Il giudice può disporre la limitazione e/o decadenza dalla responsabilità genitoriale, se il genitore trascura i doveri a essa inerenti o abusa dei relativi poteri con grave pregiudizio per il figlio

 

Rappresentanza e amministrazione beni del minore

La rappresentanza legale del minore e l'amministrazione dei suoi beni èaffidata ai genitori oppure ad uno solo se l'altro è deceduto o ha un impedimento definitivo o temporaneo. In caso di genitori incapaci o di minori orfani tale potere spetta al tutore nominato dal Tribunale.

 

Cura dei beni del minore

I genitori hanno il dovere di compiere tutti gli atti di ordinaria amministrazione nell'interesse del proprio figlio; devono tuttavia richiedere l'autorizzazione al Giudice Tutelare per gli atti di straordinaria amministrazione

 

Tutela minori orfani

Quando un minore rimane orfano, l'autorità giudiziaria nomina un tutore che potrà essere quello già designato dal genitore o, in assenza individuato tra gli ascendenti e gli altri parenti o affini del minore

 

Cambiamento del cognome

Il genitore che intende cambiare o aggiungere un altro nome e/o cognome, deve presentare istanza al prefetto

 

Aggiunta del cognome materno a quello paterno

Chiunque può chiedere di aggiungere il cognome materno a quello paterno. In caso di mancato assenso da parte del padre all'aggiunta del cognome materno al figlio, sarà necessario rivolgersi al Prefetto. Il figlio nato fuori del matrimonio assumerà il cognome del genitore che per primo lo ha riconosciuto

 

Riconoscimento dei figli

Quando un bambino nasce da genitori non sposati, il figlio può essere riconosciuto da entrambi o da uno solo dei genitori al momento della nascita. Il genitore che non ha riconosciuto il figlio al momento della nascita potrà farlo successivamente previo consenso dell'altro genitore o in mancanza giudizialmente

 

Disconoscimento dei figli

L'azione di disconoscimento della paternità può essere esercitata dal padre, dalla madre e dal figlio nel rispetto dei termini di prescrizione

 

Sottrazione internazionale del minore

E' un illecito trasferimento del bambino, da parte di uno dei genitori, in uno stato diverso da quello nel quale il minore aveva la propria residenza abituale, senza il consenso dell'altro genitore

 

Ricorso per inadempienze o violazioni  I genitori possono presentare ricorso al Tribunale in ordine all'esercizio della potestà genitoriale o delle modalità dell'affidamento.

A seguito del ricorso il Giudice convoca le parti ed adotta i provvedimenti opportuni. In caso di gravi inadempienze o di atti che arrecano pregiudizio al minore od ostacolano lo svolgimento delle modalità dell'affidamento, può modificare i provvedimenti in vigore e può:

 - ammonire il genitore inadempiente 

- disporre il risarcimento danni a carico di uno dei genitori a favore del minore

- disporre il risarcimento dei danni a carico di uno dei genitori nei confronti dell'altro

MANTENIMENTO FIGLI E SPESE STRAORDINARIE

MANTENIMENTO FIGLI E SPESE STRAORDINARIE - Difesa Donne - Diritto in Rosa

I doveri dei genitori e l'educazione dei figli nel rispetto delle loro esigenze rimane invariato anche dopo la spearazione e il divorzio

 ASSEGNO DI MANTENIMENTO PER I FIGLI

 In sede di separazione, di divorzio e di affidamento dei figli il Giudice deve stabilire in ordine all'obbligo dei gentori il mantenomento.

Inoltre fermo restando che "ciascun genitore provvede al mantenimento dei figli in misura proporzionale al proprio reddito" il legislatore prevede che il giudice possa stabilire, ove necessario, "la corresponsione di un assegno periodico al fine di realizzare il principio di proporzionalità, da determinare considerando:

1. le attuali esigenze del figlio;

2. il tenore di vita goduto dal figlio in costanza di matrimonio o convivenza;

3. i tempi di permanenza presso ciascun genitore;

4. le risorse economiche di entrambi i genitori;

5. la valenza dei compiti domestici e di cura assunti da ciascun genitore".

 


 Consulta il Protocollo di Intesa del Tribunale di Roma relativo alle spese ordinarie e strordinarie:

INFO UTILI

 

 Divorzio breve: Ddl approvato in via definitiva dalla Camera il 22.04.2015

Ecco i punti chiave. Leggi di più


 Quando sorge il diritto a rivendicare la quota di TFR?

L’art. 12 della legge divorzile 890/70 e successive modifiche così recita: “Il coniuge nei cui confronti sia stata pronunciata sentenza di scioglimento e di cessazione degli effetti civili del matrimonio ha diritto, se non passato a nuove nozze, e in quanto sia titolare di assegno ai sensi dell’art. 5, ad una percentuale dell’indennità di fine rapporto percepita dall’altro coniuge, all’atto della cessazione del rapporto di lavoro, anche se l’indennità viene a maturare dopo la sentenza. Tale percentuale è pari al 40% dell’indennità totale riferibile agli anni in cui il rapporto di lavoro è coinciso con il matrimonio”. Leggi di più


 L'azione per il recupero del dovuto

L’azione di recupero della quota di cui la ex coniuge ha diritto dovrà essere esercitata nei confronti direttamente del coniuge. 

E’ comunque pacifico che il diritto al TFR si perda allorché il coniuge anziché beneficiare dell’assegno divorzile, abbia optato volontariamente per il cosiddetto assegno “una tantum” previsto dall’art. 5 della legge divorzile.


 Il concetto di indennità di fine rapporto

Anche su tale punto va detto che la giurisprudenza appare assolutamente rigida non ammettendo l’estensione del diritto della moglie se non a quello che costituisce il T.F.R. in senso stretto versato dal datore di lavoro al momento della pensione o della morte del lavoratore. Leggi di più


 Attribuzione della pensione di reversibilità

Qualora sopravvengono giustificati motivi dopo la sentenza che pronuncia lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio, il Tribunale, in camera di consiglio e, per i provvedimenti relativi ai figli, con la partecipazione del Pubblico Ministero, può su istanza di parte, disporre la revisione delle disposizioni concernenti l’affidamento dei figli e di quelle relative alla misura ed alle modalità dei contributi da corrispondere ai sensi degli art. 5 e 6. Leggi di più


 Pensione di reversibilità del divorziato

La Legge sul Divorzio riconosce al coniuge divorziato il diritto a percepire la pensione di reversibilità dell’altro ex coniuge defunto se sussistono tre condizioni:

  1.  il coniuge divorziato deve già percepire dall’ex coniuge defunto un assegno divorzile versato con cadenza periodica: in altri termini, se al momento del decesso il coniuge superstite non aveva diritto all’assegno (perchè tale diritto non era mai stato riconosciuto o perché era stato riconosciuto e poi revocato) o se aveva ricevuto l’assegno di divorzio in un’unica soluzione, non avrà diritto alla pensione di reversibilità dell’ex coniuge defunto;
  2.  il coniuge divorziato superstite non deve essersi risposato. Se il coniuge divorziato superstite è convivente con un soggetto terzo, ciò non comporta di per sè la perdita del diritto alla reversibilità;
  3.  in terzo luogo, il rapporto di lavoro da cui trae origine il trattamento pensionistico deve essere anteriore alla sentenza di divorzio. Leggi di più

 Calcolo importo dovuto a titolo di pensione di reversibilità 

L’importo dovuto a titolo di pensione di reversibilità viene calcolato in base al rapporto intercorrente tra la durata del matrimonio e il periodo di maturazione della pensione in capo al defunto.

L’arco di durata del “matrimonio” comprende anche l’eventuale periodo di separazione legale, fino alla data della sentenza di divorzio: solo in questa data, infatti, si è definitivamente e sicuramente ottenuto lo scioglimento del vincolo matrimoniale (o la cessazione degli effetti civili del matrimonio concordatario).


Suddivisione pensione reversibilità tra ex coniuge e vedova

Se il coniuge defunto non si era risposato, la pensione di reversibilità spetta solamente al coniuge divorziato superstite (ovviamente, se sussistono tutti i presupposti di legge e nei limiti dell’arco di durata del matrimonio poi conclusosi con il divorzio). Anche se dopo il divorzio il coniuge defunto aveva intrapreso una convivenza con un soggetto terzo, l’intera pensione di reversibilità spetta comunque all’ex coniuge divorziato. Leggi di più


 Reversibilità a favore dei genitori divorziati dopo la morte dell figlio per fatti di servizio

 La Legge sul Divorzio prende in esame anche un caso particolare: il diritto alla pensione di reversibilità in capo ai genitori divorziati il cui figlio sia morto per fatti di servizio. Leggi di più