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Stalking e Violenza

VIOLENZA IN FAMIGLIA

VIOLENZA IN FAMIGLIA - Difesa Donne - Diritto in Rosa

La violenza sulle donne non ha confini e spesso ha le chiavi di casa

 


 La famiglia il luogo in cui ogni donna dovrebbe sentirsi amata e al sicuro, luogo di protezione e di sani principi a volte rischia di diventare, in caso di violenza e maltrattamenti,  una trappola silenziosa e rischiosa. 

 

EMERGENZA STALKING

Il lato oscuro dell'amore: per le donne non è sempre facile riconoscerlo e comprenderlo. Una vera e prorpia ossessione criminale, l'altro volto della violenza sulle donne.


 

Denuncia chi ti perseguita, riprenditi la tua libertà 

Stalking:cos'è?

 

Risponde penalmente del delitto di stalking chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l'incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita.

 

 Chi sono i soggetti coinvolti? 
  • il persecutore o  molestatore assillante (lo stalker)
  • la vittima
  • la relazione forzata che si stabilisce tra i due e che si traduce in un comportamento assillante ed invasivo nella vita della vittima, realizzato mediante la reiterazione insistente di condotte intrusive quali telefonate, appostamenti, pedinamenti, minacce o molestie, comportamenti assillanti ed ossessivi che mirano a ridurre la vittima in uno stato di soggezione psicologica ed ad ingenerare uno stato di ansia o di paura grave e perdurante
Chi è il persecutore?
Può essere un estraneo, ma il più delle volte è un conoscente, un collega, un ex-compagno o un ex-compagna  che agisce, spinto dal desiderio di recuperare il precedente rapporto o per vendicarsi di un torto subito.
 
Secondo gli studi della Sezione atti persecutori del Reparto Analisi Criminologiche dei Carabinieri si possono individuare cinque tipologie base di persecutori:
  • il risentito: caratterizzato da rancori per traumi affettivi ricevuti a suo avviso ingiustamente (tipicamente un ex partner di una relazione sentimentale);
  • il bisognoso d'affetto: desideroso di convertire a relazione sentimentale un rapporto della quotidianità;
  • il corteggiatore incompetente: che manifesta una condotta basata su una scarsa abilità relazionale e si traduce in comportamenti opprimenti ed esplicitamente invadenti;
  • il respinto: rifiutato dalla vittima, caratterizzato dal voler contemporaneamente  dell'affronto costituito dal rifiuto ed insieme riprovare ad allestire una relazione con la vittima stessa;
  • il predatore: ambisce ad avere rapporti sessuali con la vittima che può essere pedinata, inseguita e spaventata. La paura infatti, eccita questo tipo di molestatore che prova un senso di potere nel pianificare la "caccia alla preda"

 

Quale rilevanza penale?

E' una fattispecie incriminatrice di quelle forme di ossessiva persecuzione realizzate nei confronti delle donne, tali da creare in loro un fondato timore di ansia o addirittura da indurle a mutare, spesso sensibilmente le proprie abitudini di vita.

La norma consente di attribuire la giusta rilevanza penale a simili comportamenti troppo spesso minimizzati, o finanche tollerati, dalla coscienza sociale evidenziandone il disvalore sociale prima ancora che giuridico. 

Si tratta di ipotesi particolarmente frequenti come dimostra l'indagine ISTAT 2007 su "la violenza e maltrattamenti contro le donne dentro e fuori la famiglia" secondo cui a fronte di duemilioni e settantamila donne che sono state vittime di stalking ben il 18,8% di esse ha subito violenza dal partner, in particolare durante o dopo la separazione. 

 


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La violenza morale e le ferite dell'anima: perchè le donne non lasciano gli uomini violenti.

I MILLE VOLTI DELLA VIOLENZA

"Per tutte le violenze consumate su di Lei, per tutte le umiliazioni che ha subito, per il suo corpo che avete sfruttato, per la sua inteliggenza che avete calpestato, per l'ignoranza in cui l'avete lasciata, per la libertà che Le avete negato, per la bocca che le avete tappato, per le ali che le avete tagliato, per tutto questo: in piedi Signori davanti ad una donna"

(W.S.)

 


  

Maltrattamenti in famiglia 

Ciascun individuo ha il diritto di essere tutelato all'interno del sistema famiglia. L'ordinamento italiano, infatti, pone tra i diritti fondamentali inviolabili dell'uomo il pieno sviluppo dlla persona umana in tutte le sue manifestazioni, nei rapporti sociali, nella famiglia e sul lavoro.

Integra il reato la sottoposizione dei familiari, anche se non più conviventi, a comportamenti caratterizzati da una serie indeterminata di molestie, ingiurie, minacce etc. al fine di rendere disagevole e penosa la loro esistenza

 

 Violenza Assistita 

La violenza assistita dei minori consiste in una forma di violenza domestica che, appunto, si realizza nel caso in cui il minore è obbligato ad assistere (da qui il termine “assistita”) a scene di violenza tra i genitori o, comunque, tra individui che costituiscono per lui un punto di riferimento o su persone a lui legate affettivamente, che siano adulte o minori.

 

Violenza Psicologica

La forma più grave e spesso meno visibile di violenza psicologica è quella che si sviluppa fra uomo e donna all’interno di una coppia.

Spesso si  ignorano o sottovalutano l’aspetto legale della questione violenza psicologica come reato

 

Violenza sessuale 

Ci sono tanti modi e altrettanti termini per descrivere un comportamento sessuale non consensuale. Si può chiamare stupro, abuso sessuale o violenza sessuale. A prescindere dal nome, qualsiasi forma di violenza sessuale può influenzare negativamente la salute fisica e psichica delle vittime. 

La violenza sessuale è un atto di potere e non sempre vengono utilizzate la forza fisica o le minacce contro la vittima, perché la violenza può essere molto sottile (come nel caso in cui l’autore dell’atto utilizzi la propria età, fisicità o status sociale per spaventare o manipolare la vittima).

 

Mobbing familiare

 Consiste in un attacco, continuo ed intenzionale nei confronti del proprio coniuge per metterne in discussione il prorpio ruolo, estromettendolo dalle decisioni o per indurlo a decisioni a cui invece è contrario. 

 I segnali tipici:

  • esternazione ripetuta di giudizi offensivi;
  • umiliazioni e provocazioni;
  • critiche anche dinanzi a terzi;
  • tentativi di sminuire il ruolo in famiglia;
  • imposizioni della propria volontà;
  • mancato supporto alla vittima nel rapporto con altri familiari;
  • apprezzamenti negativi sulle proprie qualità genitoriali;
  • denigrazione dell'aspetto fisico e della capacità di gestione del menage familiare;

Può essere attuato all'interno della coppia genitoriale in seguito alla separazione e al divorzio, i segnali tipici sono costituiti da:

  • sabotaggi delle frequentazioni con il figlio;
  • emarginazione dalle decisioni riguardanti il figlio;
  • minacce;
  • sminuire il ruolo genitoriale agli occhi dei figli;

Trova applicazione non solo l'addebbito in sede di separazione ma anche il risarcimento danni ex art. 2043 c.c. . Il risarcimento danni è quello che meglio si adatta alla tutela della vittima quanto l'illiceità della condotta del partner lede l'autostima del coniuge

 

 Violazione degli obblighi di assistenza familiare

 

E' un grave e diffuso problema sociale che vede coinvolte moltissime donne con i propri figli: la violazione dell’obbligo di prestare i mezzi di sussistenza ai figli e al coniuge o l’omesso versamento dell’assegno di divorzio

 

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